Con il respiro della chiesa

Pubblicato giorno 26 novembre 2022 - In home page

1. – La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana – riunita a Roma il 22 e 25 c.m. – rivolge il pensiero fraterno ai Confratelli nell´Episcopato, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, alle famiglie, a tutte le comunità cristiane. Con pari sentimenti estende il saluto all´intero Paese, di cui conosce la crisi persistente e le sofferte aspirazioni per un diverso genere di vita. La situazione è sotto gli occhi di tutti, e non saremo noi Vescovi a coltivare stati d´animo o prospettive fallimentari. Riteniamo anzi che esistano sempre forti risorse morali tra la gente e buone competenze da mettere in atto con fiducia a tutti i livelli; senza deleghe a nessuno, con coraggiosa volontà di lavorare insieme per il bene comune. Su alcuni aspetti degli impegni comuni, richiamiamo tuttavia l´attenzione perché in questo momento è richiesta più che mai la collaborazione di tutti. 2. – Se la crisi economica si è aggravata, non è per fatalità. Ha tra l´altro radici in un diffuso e ostinato comportamento di spensieratezza, di consumo e di spreco che, oltre ad essere immorale, riversa gravi pesi sui più poveri, continua a costruire idoli e a provocare illusioni e alienazione soprattutto tra i più giovani. D´altra parte, i sistemi dell´economia moderna, se pure si possono chiamare «sistemi», continuano a muoversi con gravi contraddizioni, sovrapponendosi a volte con brutalità ai valori umani fondamentali. Si avverte per questo l´esigenza di una più sicura inversione di rotta anche nelle strutture pubbliche, perché, superando la disaffezione alla vita civica, sociale e politica, insieme si possa lavorare per il futuro. 3. – Segno qualificante di ripresa sarà, proprio in questi mesi, l´attenzione decisa al grave problema della occupazione, che oggi rischia di assumere dimensioni tali da costituire una vera calamità sociale (cfr. «Laborem exercens», n. 18). Il lavoro è un dovere e un diritto che i sistemi o i programmi economici devono considerare prioritariamente e assicurare sempre e comunque. Questa è rispetto dell´uomo, della famiglia, dei giovani, dei rapporti sociali; questo è garanzia indispensabile di libertà, di responsabile convivenza civile e di sicuro progresso umano. (Messaggio della Presidenza della C.E.I. per l’Avvento)