Con il respiro della chiesa

Pubblicato giorno 19 giugno 2022 - In home page

In questo Sacramento [il sacramento dell’Eucaristia], infatti, si rinnova continuamente, per volere di Cristo, il mistero del sacrificio, che Egli fece di se stesso al Padre sull’altare della Croce: sacrificio che il Padre accettò, ricambiando questa totale donazione di suo Figlio, che si fece «obbediente fino alla morte», con la sua paterna donazione, cioè col dono della nuova vita immortale nella risurrezione, perché il Padre è la prima sorgente e il datore della vita fin dal principio. Quella vita nuova che implica la glorificazione corporale di Cristo crocifisso, è diventata segno efficace del nuovo dono elargito all’umanità, dono che è lo Spirito Santo, mediante il quale la vita divina, che il Padre ha in sé e che dà al suo Figlio, viene comunicata a tutti gli uomini che sono uniti con Cristo. L’Eucaristia è il Sacramento più perfetto di questa unione. Celebrando ed insieme partecipando all’Eucaristia, noi ci uniamo a Cristo terrestre e celeste, che intercede per noi presso il Padre; ma ci uniamo sempre mediante l’atto redentore del suo sacrificio, per mezzo del quale Egli ci ha redenti, così che siamo stati «comprati a caro prezzo». Il «caro prezzo» della nostra redenzione comprova, parimenti, il valore che Dio stesso attribuisce all’uomo, comprova la nostra dignità in Cristo. Diventando infatti «figli di Dio», figli di adozione, a sua somiglianza noi diventiamo al tempo stesso «regno di sacerdoti», otteniamo «il sacerdozio regale», cioè partecipiamo a quell’unica e irreversibile restituzione dell’uomo e del mondo al Padre, che Egli, Figlio eterno e insieme vero uomo, fece una volta per sempre. L’Eucaristia è il Sacramento, in cui si esprime più compiutamente il nostro nuovo essere, in cui Cristo stesso, incessantemente e sempre in modo nuovo, «rende testimonianza» nello Spirito Santo al nostro spirito che ognuno di noi, come partecipe del mistero della Redenzione, ha accesso ai frutti della filiale riconciliazione con Dio, quale Egli stesso aveva attuato e sempre attua fra noi mediante il ministero della Chiesa. (San Giovanni Paolo II, Redeptor hominis 20)

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